Area archeologica di Poggio del Molino

Poggio del Molino

Una posizione paesaggistica così felice costituisce un pregio non secondario per una villa marittima, ma la scelta della località può avere obbedito anche ad altre motivazioni, più direttamente legate alla morfologia di questo tratto di costa e alle attività lavorative che in antico vi si svolgevano. (Vincenzo Saladino)

L’insediamento romano di Poggio del Molino si trova nel cuore del territorio di Populonia. L’area archeologica si estende su un pianoro a picco sul tratto di mare tra San Vincenzo e l’Isola d’Elba, mentre a est domina le Colline Metallifere di Campiglia Marittima e la pianura tra l’antica città e la via Aurelia: un territorio che era caratterizzato dal lago di Rimigliano.

LE STORIE

Le tre storie di Poggio del Molino

Nel II secolo a.C. il settore settentrionale del promontorio è occupato da una struttura difensiva posta a controllo e difesa del territorio contro la pirateria che in quel periodo minacciava le coste e il cuore del dominio di Roma.

Alla fine del I secolo a.C. il forte viene trasformato in una fattoria con annessa cetaria, la manifattura per la produzione della salsa di pesce, il garum appunto, che dominava le tavole dei romani.

Nella seconda metà del II secolo, dopo una profonda ristrutturazione, l’edificio si sviluppa come residenza di élite attorno a un grande giardino centrale sul quale si affacciavano il quartiere residenziale e termale di cui si conservano i bellissimi pavimenti a mosaico.

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