Storia del Museo etrusco di Populonia Collezione Gasparri

La più antica istituzione museale della Val di Cornia

Il Museo etrusco di Populonia è la più antica istituzione museale della Val di Cornia. Inaugurato nel 1943 per volontà di Giulia e Tommaso Gasparri, raccoglie i reperti archeologici della collezione privata della famiglia, proprietaria dei terreni di Baratti e Populonia. Qui, nella prima metà del Novecento, furono riportate alla luce le necropoli etrusche. Il primo nucleo della collezione è formato dai reperti che furono assegnati dalla Soprintendenza alle Antichità d’Etruria alla famiglia Gasparri come premio di rinvenimento (pari a un quarto del valore dei ritrovamenti) per le scoperte archeologiche avvenute nei terreni di loro proprietà. La collezione fu ampliata negli anni Cinquanta e Sessanta con reperti provenienti dagli scavi governativi delle necropoli e oggetti rinvenuti fuori dal loro contesto originario nei campi e nel mare di Baratti. Nel 1985, in occasione delle celebrazioni per l’anno degli Etruschi, il museo fu rinnovato e nel 1988 fu trasferito negli spazi dell’ex frantoio del Castello di Populonia, dove tuttora ha sede.

Nel 2015, il Museo è stato completamente ripensato e riallestito secondo i contemporanei criteri espositivi, museografici e di accessibilità. Il nuovo percorso espositivo è il risultato di un attento studio che ha permesso di riunire gli oggetti provenienti dalla medesima tomba o dal medesimo contesto archeologico per ripercorrere la storia del popolo etrusco di Populonia attraverso i resti della loro cultura materiale, ossia gli oggetti che utilizzavano per le attività quotidiane

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